Cattedrale San Donato a Mondovì Piazza

2015-05-03 16.33.35

Diocesi di Mondovì

CATTEDRALE DI SAN DONATO

1. Un cordiale benvenuto: vi accoglie il Duomo di Mondovì, dedicato a San Donato di Arezzo, vescovo e martire, la cui statua, scolpita da Giovanni Maria Quadrone, campeggia nella monumentale facciata. È la Cattedrale, ultima opera del grande architetto monregalese Francesco Gallo (1672-1750). Alla costruzione della chiesa, iniziata nel 1744, contribuirono Bernardo Vittone, Benedetto Alfieri e Filippo Nicolis di Robilant. Venne consacrata dal Vescovo Casati il 4 settembre 1763.

Lo sguardo d’insieme presenta l’edificio a tre navate, in stile barocco con aggiunte neoclassiche nel coro. La pianta è a croce greca; il braccio sinistro si estende con la Cappella del Santissimo Sacramento. Gli altari laterali sono otto, tutti in marmi pregiati. I quadri portano firme prestigiose.

All’ingresso sono poste due grandi nicchie laterali: a sinistra è il battistero con la scultura del Battesimo di Gesù, in marmo verzino di Frabosa, opera del Quadrone; a destra la statua della Vergine Immacolata in marmo bianco di Carrara.

 

2. Nella navata sinistra: l’altare di Santa Maria della Pietà con tela di Domenico Piola del Seicento; la cappella del Santissimo Sacramento, cuore del Duomo: la grande pala d’altare è opera di Scuola romana del primo Settecento e raffigura la morte di san Giuseppe; ai lati sono i quadri dell’Ultima Cena, di Andrea Vinaj e del Miracolo eucaristico di Torino di Luigi Hartmann, entrambi pittori dell’Ottocento. L’altare successivo è dedicato a San Lorenzo: la tela è di Francesco Antonio Meyerle, del Settecento. Al fondo, il quadro di San Francesco d’Assisi, che risale al Seicento, con integrazioni successive nella parte alta.

 

3. Il presbiterio si impone con il grande altare marmoreo, disegnato da Francesco Gallo, con l’altare a mensa e la Cattedra del Vescovo. Di notevole pregio sono le colonne monolitiche in marmo grigio di Frabosa: nel Duomo se ne contano 32, disposte nel presbiterio, nell’atrio e nelle cappelle.

La tela dell’altar maggiore (4 metri per 3) è opera di Sebastiano Taricco e risale al primo Settecento. Sono importanti in quest’area, delimitata dalla balaustra, gli elementi lignei costituiti dalla Cattedra del Vescovo, dal Coro dei Canonici e dall’apparato di statue e candelieri che ornano l’altar maggiore. Una parte degli stalli del Coro proviene dall’antica Certosa di Casotto e risale al Cinquecento, un’altra parte è opera dello scultore Antonio Roasio, che ha compiuto nell’Ottocento una pregevole integrazione. Lo spazio del coro è in stile neoclassico, delineato da Pelagio Palagi, architetto di Carlo Alberto.

La grande volta della navata centrale è fastosamente decorata. Le pitture risalgono al 1850-60, epoca del vescovo Ghilardi. Tra gli affreschi, restaurati negli anni 2012-2015, meritano attenzione il martirio di san Donato nel catino dell’abside, opera di Paolo Emilio Morgari; la Natività di Maria, sul coro, di Francesco Gonin; l’incoronazione della Vergine, sul presbiterio, di Andrea Vinaj.

 

Volgendo lo sguardo verso l’ingresso, si ammira la volta della navata maggiore: nel catino centrale campeggia la glorificazione di San Pio V, di Luigi Hartmann. Al fondo è sistemato l’organo, sulla tribuna che sovrasta l’ingresso: risale al 1822 ed è opera dei fratelli Serassi di Bergamo; modificato nel 1893 da Carlo Vegezzi Bossi, è dotato di 2600 canne.

 

4. Tra la navata centrale e la navata destra, di fronte alla Cappella di San Carlo, è posizionato il pulpito in legno: proviene dalla precedente Cattedrale e reca incisa la data 1593 e il nome del vescovo Castrucci. I tre pannelli finemente scolpiti illustrano la Pentecoste, la predicazione di Gesù sul lago di Galilea e l’Ascensione.

 

5. La navata destra, percorrendola nel ritorno verso l’uscita, presenta la cappella del Suffragio, gioiello del barocco rococò, dipinta da Giovenale Bongioanni, adorna di marmi policromi e del Crocifisso in alabastro, opera di Giuseppe Giudici (1793). Negli altari laterali si ammirano le tele di San Francesco di Sales di Felice Cervetti, San Carlo di Mattia Bortoloni e Sant’Andrea di Felice Biella, tutti pittori del Settecento. Alla decorazione delle navate minori hanno partecipato, nell’Ottocento, gli artisti locali Andrea Vinaj, Giovanni e Francesco Toscano.

Le immagini seguenti sono gentilmente concesse dal fotografo Pier Giorgio Leonti: