Madonna della Neve a San Michele

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La piccola cappella campestre della Madonna della Neve si incontra in località San Michele, sul lato sinistro della strada statale che da Mondovì conduce verso Ceva. E’ una piccola costruzione a semplice vano quasi quadrato con volta a crociera ogivale, preceduto da un atrio di epoca posteriore. Il tetto è a capanna su cui si alza un piccolo campanile.

Fu fatta costruire dal nobile Giustino di Monforte e, nell’interno, gli affreschi sono databili intorno alla metà del XV secolo. Nulla sappiamo dell’autore, anche se possiamo vedere la mano di un frescante dalla raffinata pennellata, specie nei particolari degli abiti, delle armature, dei volti.

Sulla parete di fondo, dietro l’altare, è rappresentata una affollata Crocifissione dove ai piedi della croce troviamo la Maddalena inginocchiata, san Giovanni in piedi, Maria sorretta da donne dolenti e, più indietro, cavalieri e soldati. Un angelo accoglie l’anima del buon ladrone mentre un diavolo quella del cattivo ladrone; altri angeli raccolgono nei calici il sangue di Cristo che zampilla dal costato e dalle mani.

Sulla parete sinistra è affrescato l’Inferno dove l’imponente figura di Lucifero campeggia al  centro, mentre inchioda Giuda con gli unghioni; al di sotto corre la Cavalcata dei  Vizi, che raffigura i sette peccati capitali, e precipita nella Bocca spalancata del Leviatano.

Sulla parete destra compare la Città Celeste con la schiera dei beati, degli angeli musicanti e dei santi che, in modo ordinato, assistono all’incoronazione di Maria, inginocchiata al centro di un largo trono, vestita di rosso, con un gran mantello bianco. Fuori delle mura turrite, si susseguono le Opere di Misericordia.

I costoloni fioriti della volta a crociera si uniscono in un grande e coloratissimo rosone e delimitano le quattro vele con Cristo Pantocratore nella mandorla; il bacio di Giuda a Cristo; Cristo al cospetto di Pilato e la flagellazione alla colonna; e la Risurrezione con la discesa agli Inferi.

Il ciclo è completato, nell’arco di ingresso, dalle figure dei santi Francesco d’Assisi, Lucia, Antonio da Padova e Bernardino da Siena.